| tappa 22 |
Melide / Arca-O Pino
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Anche oggi tempo coperto. E poi comincia a piovere presto, e dura più a lungo di ieri. Non piove forte, e non c’è fango per terra ma la mantella trattiene sudore e umidità del corpo e dopo un po’ mi sento fradicio.
Attraversiamo posti molto belli, che variano continuamente con salite, discese, boschetti, ruscelli, prati verdissimi, mucche al pascolo, gruppetti di case.
Scandiscono il cammino i cippi iniziati al Cebreiro, che ogni 500 metri ci avvertono di quanti chilometri mancano a Santiago.
Improvvisamente sento un dolore alla caviglia sinistra, che diventa sempre più forte e mi costringe a rallentare l’andatura. Siamo al km 27, e mancano 7 km all’albergue. Andare avanti diventa una pena, ma non ho scelta: ogni tanto mi riposo, e questo mi consente di alleviare temporaneamente il dolore, che poi riprende come prima.
Dolori insopportabili a una caviglia, e mancano solo 22,5 km.
Ci metto quasi 3 ore a percorrere gli ultimi 7 km e arrivo sfinito all’albergue di Arca, dove, per giunta, mi tocca fare la doccia con l ’acqua fredda.
Mi fascio la caviglia sperando di poter fare, domani, gli ultimi 20 km.
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