Il Camino francés: diario della 20^ tappa
 
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tappa 20 Triacastela / Portomarin

un horreo Anche oggi partiamo con la certezza che avremo una bella giornata.

Camminiamo in un ambiente sinora sconosciuto: boschi fitti si alternano a pascoli rigogliosi, alte piante fiancheggiano case in pietra con struttura in legno, ruscelli e fontane sono dappertutto, e spesso invadono il percorso. La strada, quasi ovunque sterrata, è in continuo saliscendi.
Presto arriva il sole: vediamo dall’alto le valli sottostanti invase dalla nebbia, e lì entriamo quando ci abbassiamo di quota.

La chiesa fortezza di San Nicolas a Portomarin Attraversando piccoli gruppi di case arriviamo alle 11 a Sarria, graziosa cittadina dai tetti, anche qui, di ardesia. Ritroviamo il sole più avanti, quando si disperde la nebbia residua.

 L’odore del letame ci fa compagnia tutto il giorno, e vediamo molte più mucche che persone. Questo continuo alternarsi di dolce, verde fertile campagna ai fitti boschetti ci accompagna fino a Portomarin, che raggiungiamo attraversando il ponte sul lago artificiale che occupa il fondovalle.

L’albergue è capiente, i servizi così così.

Anche qui, come quasi dappertutto, l’acqua calda è stata consumata dai primi che hanno fatto la doccia: spesso sono i ciclisti, che stanno in sella poche ore al giorno e quindi arrivano per primi.

Pazienza, ormai ci siamo abituati.

 

28/10/2007
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