| tappa 20 |
Triacastela / Portomarin |
Anche oggi partiamo con la certezza che avremo una bella giornata.
Camminiamo in un ambiente sinora sconosciuto: boschi fitti si alternano a pascoli rigogliosi, alte piante fiancheggiano case in pietra con struttura in legno, ruscelli e fontane sono dappertutto, e spesso invadono il percorso. La strada, quasi ovunque sterrata, è in continuo saliscendi.
Presto arriva il sole: vediamo dall’alto le valli sottostanti invase dalla nebbia, e lì entriamo quando ci abbassiamo di quota.
Attraversando piccoli gruppi di case arriviamo alle 11 a Sarria, graziosa cittadina dai tetti, anche qui, di ardesia. Ritroviamo il sole più avanti, quando si disperde la nebbia residua.
L’odore del letame ci fa compagnia tutto il giorno, e vediamo molte più mucche che persone. Questo continuo alternarsi di dolce, verde fertile campagna ai fitti boschetti ci accompagna fino a Portomarin, che raggiungiamo attraversando il ponte sul lago artificiale che occupa il fondovalle.
L’albergue è capiente, i servizi così così.
Anche qui, come quasi dappertutto, l’acqua calda è stata consumata dai primi che hanno fatto la doccia: spesso sono i ciclisti, che stanno in sella poche ore al giorno e quindi arrivano per primi.
Pazienza, ormai ci siamo abituati.
|