| tappa 18 |
Ponferrada / Vega De Valcarce |
Ci servono una buona colazione nell’eccellente rifugio, e partiamo.
Attraversiamo Ponferrada: si fa presto con il centro storico, ma è lunga la periferia, la zona industriale, la zona residenziale che si prolungano per alcuni chilometri lungo la riva del fiume. Dopo inizia la zona agricola: la terra appare fertile e ben irrigata. Prevalgono piccoli appezzamenti con coltivazioni orticole; c’è anche qualche serra. Più avanti finisce la pianura e prevalgono i vigneti.
Passiamo Fuentes Nuevas, Camponaraja, Cacabelos.
Per alcuni tratti ci tocca anche l’asfalto della carrettera nacional.
Arriviamo a mezzogiorno a Villafranca, paese bello e ben tenuto, posto sul fiume dove la valle si restringe seccamente.
Passato il ponte ci si presentano due alternative: fare la strada di fondovalle, più corta ma corrispondente alla carrettera e quindi trafficata da mezzi pesanti o fare la stradina di montagna, più lunga ma che passa altra fra i boschi. Scegliamo giustamente quest’ultima, ma ci tocca subito una ripida salita che ci fa salire di 350 metri di quota.
Passiamo tra splendidi castagni fino a Pradela, dopo di che una ripida discesa ci riporta sulla strada di fondovalle.
C’è un’autostrada in costruzione che porterà in Galicia, e che sta ferendo profondamente la valle
Oltre ai lavori sul tracciato di vedono imponenti discariche di detriti, intere colline sottosopra. Ora ci tocca percorrere 3 km di strada in mezzo ai lavori, tra auto e camion che passano rumorosi e puzzolenti: qualcuno non si fa scrupolo di sfiorare con i mezzi pesanti i poveri pellegrini che arrancano a piedi, e in cambio ricevono pesanti e irriferibili insulti.
Alla Portela imbocchiamo una strada laterale, e tutto cambia. Siamo in una valletta verde, boscosa, ricca di acqua: seguiamo il fondovalle sino a Vega de Valcarce, dove c’è un albergue modesto, con modesti servizi (300 ptas). In compenso la trattoria vicina offre un menu ottimo e abbondante, con ottimi servizi, a 1100 ptas.
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