| tappa 17 |
Rabanal del Camino / Ponferrada |
Gli ospitalieri inglesi ci preparano una buona colazione e quindi partiamo ben nutriti.
L’aria è fresca data l’ora, l’altitudine e il vento.
La strada continua a salire lentamente, in prevalenza su asfalto, sin ai 1504 metri della Cruz de Hierro, luogo suggestivo che dà accesso alla Valle del Bierzo. C’è una cappella, una fonte e una montagnola di sassi su cui si innalza un lungo palo di legno e in alto una croce di ferro. E’ tradizione che ogni pellegrino aggiunga un sasso al cumulo esistente. Molti hanno lasciato messaggi scritti sui sassi, sul legno del palo, su fogliettini; qualcuno ha lasciato a ricordo qualche oggetto personale.
La strada continua in leggeri saliscendi e poi decisamente si perde quota. A Manjarin, paese abbandonato e ormai distrutto, ci accoglie uno scampanio: è Thomas, che ha adattato una casa ad albergue, estremo e singolare. Ha anche preparato dei cartelli che ci avvertono che mancano 222 km a Santiago (e 2450 a Roma).
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Il paesaggio è fatto ora di arbusti, cespugli, piccoli alberi; si vedono tracce di un esteso incendio. Sembra anche che la zona sia stata in tempi non recenti pesantemente disboscata. El Acebo è un caratteristico paese di montagna, con case di pietra e legno e i tetti in ardesia, o materiale simile.
Scendiamo a Riego de Ambros e poi sino a Molinaseca, bello e ben tenuto.
Di lì i livelli si addolciscono e cominciano le prime coltivazioni: soprattutto ciliegi e vigne. Ci rimpinziamo di ciliegie strada facendo: tra una settimana sarebbero migliori.
Più avanti, in lontananza, si vede Ponferrada, ma ci vuole ancora un bel po’ prima di raggiungere la città e l’albergue: nuovo, bello, moderno con docce super, letti a castello in legno, comodi armadi, cucina modernissima, quasi lussuosa, chiesa nel cortile interno.
Ritroviamo per la seconda volta Paulina e Irene, due cilene che ogni tanto si fanno qualche tratto in autobus.
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