| tappa 15 |
Leòn / Hospital de Horbigo |
Si fa la colazione preparata dalle volontarie del convento e alle 7 si parte, attraversando a lungo la brutta periferia di Leòn.
Per un po’ camminiamo assieme al vecchietto brasiliano e ad alla giovane americana che stanno con noi negli ultimi giorni.
Dopo la Virgen del Camino il percorso va all’interno, uscendo dai centri abitati e attraversando terreni per lo più incolti e su strade di campagna in parte sterrate, in parte asfaltate.
Dopo Oncina e Chozas il terreno pian piano cambia e diventa fertile valle, solcata da numerosi canali, ben irrigata, coltivata quasi esclusivamente a mais e bietola.
Non per questo il paesaggio migliora di molto: continua la noia della pianura, variata solo da alcuni boschetti di pioppo: ormai non se ne può più.
Però in lontananza si vedono i monti, con le cime alte ricoperte di neve: domani finalmente cammineremo in salita.
Con la solita pena arriviamo a Hospital de Horbigo: il paese ci accoglie con il bellissimo e lunghissimo ponte romano. Le strade sono piene di bandiere e striscioni, che annunciano festa per il sabato e la domenica.
Raggiungiamo l’albergue parrocchiale, essenziale nei servizi ma simpatico, con un suggestivo patio interno e un hospitalero olandese preciso ed efficiente.
In paese c’è una festa in costume medioevale. C’è un corteo preceduto da cavalli e giocolieri; seguono rappresentanti delle nobili famiglie della zona, un corteo di donne ornate di corone di fiori, una banda composta da percussione e cornamuse; chiude il corteo una sposa su un carro.
Sfilano per il paese, attraversano il ponte e si ritrovano in uno spiazzo alberato dove sfilano e ballano. In paese ci sono bancarelle con prodotti artigianali, formaggi, salumi, vini, cose strane che fanno venir voglia.
Da quel che si vede, la festa andrà avanti durante la notte, ma noi alle 21.30 siamo già a letto.
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