| tappa 12 |
Vuillalcazar de Sirga / Terradillo de los Templarios |
Dopo una notte di poco sonno partiamo prima dell’alba, già in maglietta e pantaloni corti perché la temperatura negli ultimi giorni sta salendo in continuazione.
Con 6 km di sterrato che fiancheggia la statale arriviamo a Carrion del Condes: dovrebbe essere un bel paese da visitare ma, come in altre occasioni, lo passiamo senza fermarci.
Dopo Carrion inizia un tratto di 17 km di perfetta solitudine; una strada sterrata attraversa i campi di grano, avena, foraggio come stiamo vedendo da alcuni giorni. Ma questa volta non ci sono case, paesi o altro che interrompa la noia del percorso.
Il silenzio e la monotonia sgomentano un po’.
Solo dopo 4 ore di cammino intravediamo sull’orizzonte avanti a noi una collinetta boscosa ed una torre in pietra, che annuncia di lontano il paese di Calzadilla, nascosto in una valletta.
Arriviamo con grande fatica, ma il riposo in un’area di sosta, all’ombra, con un pediluvio e la cura dei piedi e un buon panino tirano su l’umore.
Ripartiamo, naturalmente all’ora del massimo caldo, e percorriamo lo sterrato che, lungo la carrettera e scavalcando una collina, ci porta a Ledigos e a Terradillo, dove ci fermiamo per la notte.
C’è un albergue privato (1000 ptas): è una modesta casa di campagna, adattata alla meglio. I servizi sono approssimativi, ma c’è quel che serve, anche un giardinetto all’ombra per passare con tranquillità e in compagnia il resto del pomeriggio. Con altre 1000 ptas i gestori ci preparano anche una buona cena.
|