| tappa 11 |
Castrojeriz / Villalcazar de Sirga |
Già alla partenza intuisco che oggi sarà una giornata campale, perché i piedi fanno subito male; poi il dolore si stabilizza su livelli sopportabili. Provo a mettermi gli scarponi pesanti, ma va anche peggio.
Saliamo una meseta, con pendenza notevole: è piccola, e dopo poco la discendiamo. Da qui in poi sembra tutta pianura.
Arriviamo a Puente Fitero, con la suggestiva chiesa di San Nicolas. C’è un albergue gestito dala Confraternita di San Giacomo di Perugia, ma ora è chiuso.
Attraversato il fiume lasciamo la provincia di Burgos ed entriamo in quella di Palencia.
Raggiungiamo Itero de la Vega, poi Boadilla e con fatica, all’ora del caldo, raggiungiamo Fromista.
Una sosta per mangiare e rianimare i piedi e si riparte: da qui il cammino segue uno sterrato adiacente alla strada provinciale, con rettilinei lunghissimi che sgomentano. Per fortuna non c’è traffico. Così, tra la strada ed i monotoni campi di grano, incontriamo i paesi di Poblacion, Revenga, Villarmentera e finalmente a Villalcazar, dove c’è un rifugio parrocchiale: non è un gran che, manca la cucina, l’acqua calda è a pagamento, il parroco viene a chiedere un’offerta. In compenso la chiesa adiacente è bellissima.
I piedi fanno proprio male: a parte le vesciche (ogni giorno ne spunta una) dopo qualche ora di cammino si sente uno stress ai piedi, come se fossero stati pestati, maltrattati. Probabilmente sono i troppi chili che mi porto addosso, aggiunti al peso eccessivo dello zaino e alle troppe ore di cammino.
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