| tappa 9 |
San Juan de Ortega / Burgos |
Partiamo alle 7.30, a stomaco vuoto.
Discendiamo lentamente l’altipiano attraversando, prima, il bosco non bello di cerri e pini rimboschiti, poi grandi pascoli con tantissime mucche e vitelli.
Incontriamo alcuni minuscoli paesi tranquilli, per non dire deserti. Saliamo sulla Sierra de Atapuerca e da lì si vede Burgos e le prime mesetas.
Scendiamo sino a scavalcare l’autostrada: di lì una strada porta diritto sulla statale sino a Villafria e poi a Burgos; seguiamo l’altra che passa tra i campi e ci porta alla periferia di Burgos sulla statale che viene da Logroño.
Ormai è mezzogiorno e camminiamo a fianco della strada trafficata, lungo la zona industriale, sotto il sole che batte forte. Ogni tanto ci fermiamo a bere e mangiare qualcosa.
Poi inizia la lunga periferia di Burgos. Oggi è giorno di prime comunioni: si vedono bambini in grande uniforme e parenti vestiti da festa. Finalmente arriviamo un centro, attraverso la bellissima porta, arrivando di fronte alla meravigliosa cattedrale: sulla piazza antistante c’è un mercato medioevale con bancarelle, musici, persone in costume antico.
Continuiamo ad attraversare la città fino alla periferia opposta dove c’è l’albergue, immerso in un parco ombroso: gli alloggi e i servizi sono in baracche di legno.
L’ospitaliera è una grossa signora di aspetto gitano che riceve con calore tutti i pellegrini.
Fatta la doccia e sistemato il letto torniamo in centro e visitiamo la stupenda cattedrale. Severa, imponente, sfarzosa all’interno; gioiosa, aerea all’esterno.
La situazione straziante dei piedi ci induce a scegliere una poltroncina all’esterno di un bar davanti alla cattedrale e scolarsi, con tutta la calma possibile, due sangrie gelate a testa.
La sera, al rientro, ritroviamo pellegrini che credevamo di avere ormai perduto.
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