| tappa 7 |
Najera / Redecilla del Camino |
La partenza è straziante. Mi fanno male i piedi come non era ancora accaduto, a Federico fa male il ginocchio e l’inguine alla stessa gamba. Partiamo presto ma ci trasciniamo soffrendo con passo lentissimo, senza quasi parlare.
In un’ora e mezza siamo ad Azofra e davanti alla bellissima fonte per i pellegrini prendiamo provvedimenti: per Federico Voltaren in pomata e fasciatura con una benda e una ginocchiera prestataci dalla signora di Bolzano; io mi metto le scarpe leggere e tengo larghi i lacci.
Ripartiamo con la convinzione che sarà durissimo arrivare al prossimo paese. Invece i provvedimenti hanno fatto effetto e, poco a poco, ci riprendiamo nel fisico e nel morale: un po’ si attenua il dolore, un po’ si alza il livello del dolore accettabile.
Socializziamo con due cilene e una brasiliana che si massaggiano i piedi.
Alle 13 siamo a Santo Domingo de la Calzada: una breve sosta per visitare la chiesa con i polli, il bel rifugio gestito dalle suore, un breve pranzo e alle 13.30 siamo di nuovo in cammino.
Anche oggi il paesaggio non è cambiato: dolci ondulazioni, vigneti a perdita d’occhio.
Passiamo Grañon, lasciando il territorio della Rioja per entrare in Castilla – provincia di Burgos.
Ancora un’ora di cammino sotto un sole estivo e siamo a Redecilla, piccolo paese con un bel rifugio gestito da un circolo parrocchiale: 20 posti, docce, nuovo, pulito. Al piano terreno c’è anche un bar che prepara la cena ai pellegrini: cosa pretendere di più?
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