| tappa 6 |
Los Arcos / Najera |
Il vino di ieri sera mi ha fatto passare una notte agitata.
Le finestre aperte del dormitorio ci fanno vedere un’altra giornata di sole.
Alle 6 c’è già movimento. Ci prepariamo la colazione nella bella cucina.
Partiamo alle 7.30 attraversando la città, e poi lungo la strada nazionale accompagnati dal traffico di auto e TIR, poi lungo uno sterrato a poca distanza dalla nazionale.
Dopo un bel po’ il cammino diventa pista di cemento, fiancheggiata da alberi che ci porta, attraverso la campagna, ad un lago artificiale, con parco e area pic-nic.
Lungo uno sterrato arriviamo a Navarrete.
Siamo entrati nella piccola regione della Rioja. Il paesaggio ci mostra moltissimi vigneti, anche di impianto recente, qualche oliveto e molti terreni incolti. La terra non è più argillosa come in Navarra, ma è ricchissima di sassi di forma tondeggiante.
 Dopo Navarrete si percorre ancora la strada nazionale, poi altri sterrati tra i soliti vigneti. Quasi mai il percorso è pianeggiante, ma lunghe leggere salite si alternano a discese. Senza grandi emozioni si arriva a Najera. Vorrei continuare sino ad Azofra, ma Federico ha dolori a una gamba ed è meglio non forzare. Anch’io continuo ad aver dolori ai piedi, gambe dure e spalle massacrate dallo zaino, ma ormai mi sto abituando a soffrire, tanto non c’è alternativa.
Il rifugio di Najera è bellissimo, ospitato in un edificio storico, del quale fanno parte il Monastero e la Chiesa di S.Maria la Real. Ci accoglie una signora gentilissima ed efficiente. Ritroviamo qualcuno conosciuto durante il cammino e, come al solito, nuovi pellegrini: tra questi una signora di Bolzano (incontrare italiani pare sia fatto raro).
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