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Home page > Il Cammino di Santiago > Camino Frances > diario 4
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tappa 4 Puente la Reina / Los Arcos

 

la partenza a Puente la Reina
il ponte

Notte da incubi: al posto delle reti i letti del rifugio hanno lamiere di ferro che producono rumori agghiaccianti ad ogni movimento. Il risultato è che non si dorme. Quindi tutti si alzano prestissimo, e anche noi partiamo da Puente in una mattinata fresca e dolce. La strada non è molto bella: sterrati polverosi e poi sentieri ci portano attraverso una campagna di seminativi, alternata ad incolti, in continui saliscendi.

il ponte romano di Cirauqui
gli ometti ti pietra
mi curo i piedi

A Puente non c’è una bar aperto, e neppure un alimentari, e quindi riusciamo a far colazione solo a Cirauqui, oltre le 9. La maggior parte dei paesi attraversati non sono altro che gruppi di case, senza servizi e negozi.


la fuente del vino a IraqeApprofitto di un acquazzone per curarmi i piedi.

Ieri sera pareva che i piedi si fossero ripresi, ma più cammino più la sofferenza cresce. Passiamo Lorca, Villatuerta con il suo ponte romano; faticosamente arriviamo ad Estella, dove la maggior parte dei pellegrini si ferma per la notte.


on molta fatica continuiamo tra sofferenze dei piedi e gran caldo fino a Iraqe, dove c’è una bella fontana che da un rubinetto offre acqua, da un altro offre vino: era un’antica tradizione, ma la fontana stata ora ricostruita da un’azienda vinicola che in modo un po’ arrogante espone le sue insegne sotto al monastero. Una gita turistica si sovrappone petulante a noi che, liberati i piedi dalla tortura delle scarpe, ci siamo messi a mangiare.

Un acquazzone improvviso ci costringe a rifugiarci nel portico della chiesa, assieme a due simpatici tedeschi. Ne approfitto per curarmi le vesciche e ripartiamo dopo una lunga sosta. Sono le 17, potremmo anche fermarci, ma avevamo programmato di arrivare a Los Arcos, e proseguiamo.

Sono 12 km di bella solitudine, tra campi coltivati e grano, intervallati da vigneti di recente impianto. Il paesaggio è dolce, ma in 3 ore incontriamo un’auto, tre ciclisti e una moto.

Soffriamo tanto prima di arrivare al rifugio, che è al completo: per fortuna è disponibile la casa della signora Conchita che ci mette a disposizione un letto d’emergenza nel suo garage e ci mitraglia a lungo con il suo velocissimo parlare.

la campagna verso Los Arcos campi di grano prima di Los Arcos
la Fuente dos Moros

 

28/10/2007
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