| tappa 2 |
Roncesvalles / Trinidad de Arre |
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Notte agitata, alle 2 sono sveglio, poi dormicchio. Prima delle 6 c’è chi si alza, svegliando chi ancora dorme, e allora decidiamo di alzarci anche noi. Io e Federico partiamo prima, salutiamo gli altri che non se la sentono di fare tutta la strada che abbiamo in programma. Partiamo alle 6.40 tra la nebbia ma la giornata è bellissima e dopo poco spunta il sole.
Anche qui siamo in zone boscose. Le scritte sono bilingui, a volte solo in lingua basca. Ci sono grandi boschi di faggio, alternati a pascoli. I paesi sono semplici gruppi di case, curate, ordinate, in stile di montagna, di pietre rossastre con travature in legno. Mucche dappertutto: si vedono e si sente l’odore caratteristico. Il sentiero è bellissimo, si attraversano numerosi corsi d’acqua su ponticelli di pietra o di legno.
Continuando, i faggi lasciano posto ai pini. C’è qualche saliscendi. Il percorso segue a mezza costa il corso della valle. A tratti il fondo del sentiero è fangoso, con argilla pastosa.
A Zubiri facciamo una sosta e mangiamo un panino in riva al fiume, sotto un bel ponte gotico e approfittiamo dell ’acqua per mettere i piedi al fresco: si vedono arrossamenti e qualche inizio di vescica.
Riprendiamo la strada: il percorso continua ad attraversare gruppi di case (non ci sono case isolate) sino a Larrasoaña. C’è un rifugio ma andiamo avanti: è il tratto più faticoso, i piedi fanno male, lo zaino segna le spalle, le gambe sono dure e non si arriva mai. C ’è anche una salita, non è lunga ma ci sembra dura; in compenso si ha una bella vista sul fiume sottostante.
D’improvviso ci appare un ponte medioevale, che finisce in un porticato sovrastato da una chiesa: siamo a Trinidad de Arre. Ci accoglie don Inocencio, amabile, scherzoso, che ci intrattiene a lungo con i suoi racconti. Ci introduce nel rifugio che è bello, ben curato, pulito (400 ptas). Troviamo qualcuno conosciuto a Roncesvalles: sono i più tosti, perché la strada è stata lunga. Tra questi c’è una francese, sulla sessantina, sola, precisina, dall’aria molto efficiente. Vorremmo parlare con qualcuno ma la nostra ignoranza nelle lingue straniere è un ostacolo.
Andiamo a cena in paese presso un circolo (tipo casa del popolo): per 1100 ptas ci danno maccheroni, scaloppina di carne, gelato, ottimo vino. Andiamo a letto presto, come è usanza qui.
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