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Home page > Il Cammino di Santiago > Camino Frances > diario 1
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tappa 1

Saint Jean Pied de Port / Roncesvalles

 

la partenza

a Saint Jean, al momento della aprtenza

Parto dalla Spezia alle 17.15, salutato dalla famiglia.

Alle 18.30 sale Gabriella a Genova.

Alle 21 siamo a XXmiglia, cambiamo treno salendo sull’Eurostar. Qui conosciamo due pellegrini milanesi, Eugenio e Roberto.

Tranquilla notte in cuccetta e alle 8 scendiamo per una visita a Lourdes. Qui si compone un quintetto italiano perché conosciamo Federico da Rovereto, anche lui sul treno.

Colazione, visita alla grotta, alla basilica, e alle 12 ripartiamo per Bayonne; di lì cambiamo e in treno si va a St.Jean Pied de Port.

Ci dirigiamo verso il centro di accoglienza per i pellegrini: il personale, molto gentile, ci regala la conchiglia simbolo del cammino, ci dà qualche spiegazione (nessuno sa l’italiano), ci timbra la credencial e ci smista (siamo una ventina) in abitazioni private.

Andiamo in casa di una vecchietta, gentile e pulita che ci ospita in due camere con doccia, al mattino ci prepara la colazione e sorridendo ci spilla 40.000 lire a testa.

SI PARTE
Si esce tra la nebbia dalla porta di S.Jean. Si parte alle 7.45; il sole deve ancora arrivare, c’è una nebbia leggera ma si intuisce che la giornata è bellissima: ci voleva per il primo giorno e per i temuti Pirenei.

Seguiamo una strada asfaltata che sale, a tratti ripida, tra pascoli ben tenuti, verdissimi, e tra boschi. Già a bassa quota si vedono i faggi. Dopo poco rimango solo con Federico: gli altri hanno scelto un passo più calmo. La campagna è bellissima: si vedono mucche al pascolo libero, qualche pecora, più su anche cavalli. La strada sale implacabile: il bosco finisce, forse anche troppo presto: sembra che ci sia stato un disboscamento. Il pascolo diventa più povero via via che si sale. Non incontriamo paesi, ma solo alcuni gruppi di case.

l ’uscita dalla porta sud a Saint Jean
pascoli
croci verso il passo

Un volo di rapaci si aggira lungamente sopra di noi: saranno poiane, o avvoltoi. Hanno un ’apertura alare notevole e girano in continuazione. Punteranno noi? Lasciamo la strada asfaltata e seguiamo a lungo uno sterrato, che poi diventa sentiero con il fondo erboso, che ci porta alla fontana di Roland, che segna il confine con la Spagna

Per strada incontriamo parecchi pellegrini, di varie nazionalità: in maggioranza francesi, un tedesco, americani, belgi. Superiamo qualcuno, qualcuno ci supera.

Si sale ancora, senza più grosse pendenze: abbiamo la percezione di essere vicini allo spartiacque. Si abbandona la strada asfaltata

Improvvisamente ci rendiamo conto di essere al passo: è finita la salita, ci prende l’euforia, i Pirenei sono già valicati. Inizia la discesa verso Roncesvalles; pensiamo di arrivare presto, ma ci vuole un’ora. La discesa taglia le gambe, ma il bosco di faggi è luminoso e amico. Solo all’ultimo vediamo l’abbazia, austera, bella, silenziosa. Sono le 14.45. Dobbiamo aspettare le 15 per vedere aperta l’accoglienza e vederci assegnato il letto. Continuano ad arrivare pellegrini, che via via occupano tutti i posti disponibili. Arriva Gabriella, poi Eugenio. Alle 18 andiamo alla messa, nella chiesa romanico/gotica. Alla fine il celebrante chiama all’altare i pellegrini, recita una preghiera, impartisce la benedizione, si spengono le luci sull’altare, un organo intona una musica solenne, tutto in un clima di grande suggestione e commozione.

Questa è la traduzione in italiano della benedizione del pellegrino:

O Dio, che portasti fuori il tuo servo Abramo dalla città di Ur dei Caldei, proteggendolo in tutte le sue peregrinazioni, e che fosti la guida del popolo ebreo attraverso il deserto, ti chiediamo di custodirci, noi tuoi servi, che per amore del tuo nome andiamo pellegrini a Santiago de Compostela. Sii per noi compagno nella marcia, guida nelle difficoltà, sollievo nella fatica, difesa nel pericolo, albergo nel cammino, ombra nel calore, luce nell ’oscurità, conforto nello scoraggiamento e fermezza nei nostri propositi perché, con la tua guida, giungiamo sani e salvi al termine del cammino e, arricchiti di grazia e di virtù, torniamo illesi alle nostre case, pieni di salute e di perenne allegria.


Per Cristo nostro Signore. Amen. San Giacomo, apostolo di Gesù, prega per noi. Maria, madre di dio, prega per noi.

Usciti dalla messa ci rendiamo conto che l ’altro compagno non è ancora arrivato; sono le 19 passate e cominciamo a preoccuparci. Parto io per andarlo a cercare: non ne sono entusiasta ma bisogna farlo. Per fortuna percorro solo 500 metri all’indietro e lo trovo: è un po’ smarrito: dice di aver sofferto il peso dello zaino, e poi il ginocchio, e poi i piedi gli fanno male. Gli prendo lo zaino (gradisce) e lo riaccompagno all’Hostal (il rifugio è ormai pieno). Alla cena al ristorante (menu a 1100 ptas) appare rinfrancato, seppure un po’ sgomento per le tappe che lo aspettano.

I pellegrini sono di varie nazionalità (tedeschi, francesi, spagnoli, brasiliani, inglesi, americani, solo noi italiani), forse sono più le donne. L’età media è sui 50, pochi giovani, qualche anziano. Sembrano tutti intenti a farsi ognuno i propri affari, ma siamo solo all’inizio: il giudizio è rinviato.

alla fontana di Roland

il monastero
28/10/2007
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